mercoledì, dicembre 30, 2009

The Great Bankers' Swindle

Il grande imbroglio dei banchieri,

la mistificazione della Storia e i cartelli della pasta, del caffè, ecc.


E' notizia freschissima: la Borsa di Londra ha azzerato il "minus" che si era verificato per colpa del crac della Lehman Brothers. Sono trascorsi 473 giorni da quel 12 settembre 2008 che segnò il fallimento dello storico istituto di credito e le perdite - comunica Il Sole 24 Ore - sono state pareggiate.
Sì, ma di fatto da allora sono avvenuti cambiamenti catastrofali per la già tanto disastrata economia globale. Sono stati bruciati tanti miliardi, sono spariti numerosi titoli azionari e i governi mondiali hanno varato delibere a favore di banche e multinazionali a discapito delle masse. Dal crac a oggi, un'infinità di esistenze sono state rovinate, e al summit londinese di quest'anno (2 aprile 2009; ricordate? c'eravate anche voi a protestare in piazza?) è stato reso chiaro - anche per bocca del ministro Tremonti - ciò che prima veniva tenuto occultato appena sotto la superficie. Grazie al fallimento della Lehman, si è potuto ufficializzare il N.W.O.; in italiano: Nuovo Ordine Mondiale.


... che poi sembra qualcosa di spaventosamente misterioso, addirittura di affascinante, a giudicare dal suono, ma trattasi in realtà della solita presa per i fondelli nei confronti delle masse. "Nuovo Ordine Mondiale" non è che l'enfatizzazione della falsità dei fondamenti del neoliberismo, e dunque del capitalismo selvaggio. "Nuovo Ordine Mondiale" non significa altro che i cittadini del "dorato" Occidente (i semplici contribuenti; noi) possono essere spennati a piacimento. Gli episodi di tale "rapina dall'alto" sono innumerevoli. Ed ecco che in Germania qualche mese fa salta fuori un ennessimo scandalo: quello della mafia del caffè. L'ente tedesco di vigilanza sui cartelli economici multa tre colossi di questa branca (complessivamente per 160 milioni di euro) perché, segretamente d'accordo, fin dal 2000 hanno progressivamente alzato i prezzi, sebbene il costo della materia prima sia andato sempre più crollando.
E' l'incoscienza di queste enormi ditte a rovinare non solo i già poveri contadini di tutto il mondo, ma anche l'ambiente. Riflettiamo sul seguente fatto: in Sudamerica, i campesinos hanno smesso di produrre caffè perché il lavoro non rende più, e sono tornati a coltivare coca con uno slancio che non si vedeva dai tempi di don Pablo Escobar...



Anche da noi la gente fa la fila - come in America in questa foto dal titolo "Black Friday" - davanti ai supermercati che offrono alimentari e altri generi di primo consumo a prezzi "stracciati"


Dunque: a Tchibo di Amburgo, Melitta Kaffee di Brema e Alois Dallmayr di Monaco di Baviera è arrivata una multa salata da parte dell'antitrust (che in Germania si chiama "Kartellamt"). Ma credete che per questo i prezzi al consumo siano diminuiti? Tutt'altro!
In Italia, lo sappiamo, abbiamo avuto l'equivalente del cartello della pasta. De Cecco, Di Vella, Barilla e altri pastifici si sono visti appioppare delle sanzioni amministrative. Malgrado ciò, per loro (così come per le aziende tedesche di caffè) non è cambiato nulla. In mancanza di un calmiere, fanno i prezzi che vogliono, alla faccia dei piccoli coltivatori!


Un altro paradosso che assomiglia a una "battuta a denti stretti" ci giunge (come già spesso) dalle banche. Veniamo a scoprire che le nuove commissioni bancarie, che hanno sostituito la "commissione di massimo scoperto", si stanno rilevando più costose per i consumatori. Da un'indagine è emerso che, per gli scoperti transitori di conto corrente, si è verificato un innalzamento dei costi per i correntisti. Il riferimento è ai correntisti in rosso. E per i clienti che possono contare sul fido, si legge nella nota dell'Antitrust, "la situazione ha subito un sostanziale peggioramento rispetto alla semplice applicazione della commissione di massimo scoperto fino all'entrata in vigore della legge 3 agosto 2009, n. 102, in base alla quale l'ammontare del corrispettivo omnicomprensivo per il servizio di messa a disposizione delle somme non può superare lo 0,50%, per trimestre dell'importo dell'affidamento, a pena di nullità del patto di remunerazione". Cioè: le nuove commissioni avevano una struttura regressiva, risultando mediamente più penalizzanti per i clienti che avevano un fido minore; con la legge dello scorso agosto, invece, esse sono diventate più vantaggiose, ma solo a partire da un ammontare di utilizzo del fido stesso superiore circa alla metà.
Riassumendo: gli istituti di credito, massimi responsabili della crisi, hanno ottenuto dovunque (dagli U.S.A. all'Italia) un supporto sostanzioso affinché l'economia si riavvii; avrebbero dovuto prestare soldi alle imprese e aiutare i singoli cittadini, il tutto grazie all'ennesimo sacrificio dei contribuenti, costretti a dissanguarsi ulteriormente per dare un "aiutino" a questi strozzini legalizzati. Ed ecco che invece suddetti strozzini continuano ad arricchirsi, sempre alle spalle degli esasperati cittadini...


Intanto, secondo le statistiche della FAO, nel Sud del mondo sono ormai ben 1,02 miliardi le persone che vivono in condizione di fame cronica. E che cosa fanno i Paesi industrializzati per risolvere questo problema, causato in gran parte da loro? Ben poco; anzi niente. Ormai anche le nazioni "ricche" hanno i propri morti di fame...


Ma... ssst! Queste cose non si possono né dire, né scrivere. Una delle conseguenze del liberismo arrembante è infatti la censura dell'informazione, oltre alla mistificazione pilotata sia della Storia, sia dei fatti attuali.
Ve ne siete accorti? Stanno già mettendo il bavaglio persino a Internet...



L'ipocrisia dell'informazione in Italia: la scollacciata e crocifissata, nonché berlusconiana, Monica Setta. Mostrare le tette con su il crocifisso non è affatto una contraddizione nel Belpaese!

mercoledì, dicembre 23, 2009

Happy Xmas (War Is Over)

by Yoko Ono & John Lennon

Ascolta l'mp3



(Happy Xmas Kyoko
Happy Xmas Julian)

So this is Xmas
And what have you done
Another year over
And a new one just begun
And so this is Xmas
I hope you have fun
The near and the dear one
The old and the young




A very Merry Xmas
And a happy New Year
Let's hope it's a good one
Without any fear

And so this is Xmas
For weak and for strong
For rich and the poor ones
The world is so wrong
And so happy Xmas
For black and for white
For yellow and red ones
Let's stop all the fight




A very Merry Xmas
And a happy New Year
Let's hope it's a good one
Without any fear




And so this is Xmas
And what have we done
Another year over
A new one just begun
And so happy Xmas
We hope you have fun
The near and the dear one
The old and the young




A very Merry Xmas
And a happy New Year
Let's hope it's a good one
Without any fear
War is over, if you want it
War is over now

Happy Xmas

martedì, dicembre 22, 2009

Emergenza freddo in Italia

Ma è l'Europa intera a essere attanagliata dal gelo


Una quarantina di morti per assideramento in Polonia. Diversi morti vengono segnalati anche in Germania, Austria, Francia... E' una catastrofe a livello continentale, con conseguenze purtroppo drammatiche. E' come nel film The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo.


Bus, treni, traghetti, aerei: tutto bloccato. Era del resto prevedibile, no? Se già la meccanica non resiste a certe temperature, figuriamoci l'elettronica (che oggi sembra imprescindibile in tutti i mezzi di trasporto)! I guasti dei carissimi treni Eurostar che servono la linea Londra-Parigi attraversando il tunnel della Manica hanno fatto arrabbiare migliaia di passeggeri rimasti bloccati. Uno di loro ha dichiarato: "Se non ci rimborsano, dopo le vacanze giuro che faccio uno sciopero della fame. Ho davvero bisogno di quei soldi, per il biglietto ho speso parecchio”.



Vagoni ghiacciati, i passeggeri esasperati ai dirigenti Trenitalia: "Levatevi di torno!"


Ma l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, dice a chi deve viaggiare: "Portatevi panini e coperte!"


”Non sta a noi poter rimborsare, non possiamo essere responsabili degli eventi naturali“ ha dichiarato Moretti intervenendo a Sky Tg 24, rispondendo a chi gli chiedeva se i passeggeri dei treni che in questi giorni hanno subito consistenti ritardi a causa del maltempo avessero diritto a qualche forma di rimborso. Moretti ha ricordato: “Ci sono fortunatamente delle direttive europee (...) che stabiliscono quali cause di ritardo dipendono dalle compagnie ferroviarie e quali non dipendono“.


C'è gente che attende nelle stazioni all'aperto, a molti gradi sotto lo zero, l'arrivo di convogli che non arriveranno mai, o che arriveranno solo dopo molte ore. Anche i "bellissimi" e costosissimi Frecciarossa e Frecciargento non riescono a circolare. La maggior parte delle imprecazioni riguarda i ritardi, certo, ma anche la soppressione delle sale d'aspetto.


"Il costo biglietti aumenta e il servizio peggiora, e hanno messo in atto un meccanismo per cui chiedere i rimborsi è sempre più difficile... dobbiamo trovare il modo di organizzarci per difendere i nostri diritti" scrive un lettore a Repubblica.it .


E un'altra vittima di Trenitalia, che si trovava sul Bologna-Verona, conclude così il racconto della sua incredibile odissea: "Alla fine, il capotreno - in considerazione del disagio patito dal sottoscritto, ma anche da altri passeggeri saliti a bordo nelle medesime condizioni - ha comunicato che, per questa volta, le Ferrovie Tedesche ci avrebbero ospitato gratuitamente a bordo del meraviglioso EC... pulito ed in orario!" 


I toni degli utenti dell'unica compagnia ferroviaria italiana sono molto aspri. Ecco la dichiarazione di un altro viaggiatore esasperato:


"Nessun pietà per Trenitalia, loro no ne hanno - La pietà la riservo agli operai Alcoa picchiati dalla polizia, non certo a dirigenti strapagati che hanno speso miliardi (nostri!) per lustrare le vetrine di Trenitalia con programmi e proclami che poi ci lasciano nella m. Vi siete prodigati nelle seguenti azioni meritorie: annullamento totale delle biglietterie, dei depositi bagagli, delle coincidenze, degli espressi, degli abbonamenti ridotti.

Avete infestato la rete ferroviaria con schermi al plasma che rimbecilliscono la gente di pubblicità, la vostra pagina web è largamente inadeguata e spesso mendace, col trucchetto degli Eurostar avete di fatto raddoppiato le tariffe, avete scaricato sull'utenza il rischio di impresa, creando così la ferrovia dei ricchi e quella dei poveri. La vostra faccia di bronzo chiede ora pietà; mi chiedo: se fossimo in Russia, torneremmo al cavallo? Abbiatela voi pietà: levatevi di mezzo, e fate posto a gente onesta e competente, che guarda al servizio oltre che ai libri paga, e vergognatevi."



  Milano paralizzata dalla neve


 

sabato, dicembre 19, 2009

domenica, dicembre 06, 2009

Derby d'Italia: spettacolo mediocre

Cori razzisti già nello stadio semivuoto: in un universo parallelo, non si sarebbe mai arrivati al calcio d'inizio.
A parte ciò, Torino, capitale di Terronia, lancia insulti al giovane Balotelli (il quale, sia fisicamente che spiritualmente, è superiore a tanti "veri" italiani)... non è un'assurdità?


Ma di assurdità il calcio italiano ormai vive. Inizia il match (tra la fitta nebbia dei fumogeni dei "tifosi" della Juventus) e si capisce già come andrà a finire. Saccani è un arbitro conosciuto per la sua fiscalità. E invece stasera che fa? Sorvola su quasi tutti i falli... Sembra proprio aver ubbidito alle consegne. Qualcuno infatti deve avergli "suggerito" di chiudere un occhio; anzi, entrambi. Nella propria area, Cannavaro e Chiellini placcano irregolarmente gli avversari senza che nessuno provi quantomeno a rimproverarli. (Rigore su Samuel nettissimo; autore: Cannavaro. L'arbitro aveva la visuale libera...)

Anche a centrocampo, ripetute infrazioni dei Bianconeri; tremendo soprattutto Felipe Melo, autore di gomitate e trattenute à gogo.

Riesce in questo modo alla Juve di sgomentare i giocatori ospiti. Thiago Motta e Milito sono tra i bersagli preferiti dei falcidiatori bianconeri, mentre nell'area di rigore opposta Amauri e Del Piero scalciano e prendono a pugni i diretti marcatori; anche queste scorrettezze degli attaccanti di casa non vengono sanzionati da Saccani.


In Inghilterra, Spagna o Germania, dove si gioca per davvero a calcio, tale "tattica" (chiamiamola "intimidatoria") non sarebbe neppure concepibile. Lì tra l'altro le risse in area praticamente non esistono, dato che gli arbitri fischiano ogni ostruzionismo, ogni irregolarità.


Nella ripresa, sull'1-1, è facile per gli juventini ingabbiare Balotelli riuscendo a innervosirlo (con l'aiuto dei soliti fischi e insulti dagli spalti).
Paradossalmente, i Bianconeri passano in vantaggio (bello il gesto tattico di Marchisio) proprio nel momento più convincente degli interisti: accade su un veloce capovolgimento di fronte successivamente a una clamorosa carambola sotto il naso di Buffon, con Milito che si credeva già eroe della giornata. Sissoko tira, Julio Cesar non trattiene, doppio dribbling di Marchisio a uccellare Samuel e 2-1.

I minuti successivi vedono l'arrembaggio dei Nerazzurri. Accade di tutto e di più; persino un violento tafferuglio a ridosso dell'area di rigore juventina.
Poi, durante il recupero, l'Uomo Mascherato (= Chiellini) abbatte Materazzi con una testata di ferro. Sarebbe penalty, ma Saccani - di nuovo - non c'è. "E se c'ero stavo dormendo" si scuserebbe probabilmente lui...


Questo Derby d'Italia dimostra il momento obiettivamente poco felice che sta attraversando il nostro calcio. E non si offenda la Juve per le tante illazioni che compaiono su Internet, illazioni che la vogliono tuttora coinvolta in una rete mafiosa di marca moggiana...




JUVENTUS-INTER 2-1

MARCATORI: 20’ Chiellini (J; tocco in mischia deviato), 26’ Eto’o (I), 57' Marchisio (J)

JUVENTUS (4-3-1-2): Buffon 6; Grosso 6, Chiellini 6.5, Cannavaro.F 5.5, Caceres 7; Sissoko 6.5, Melo 6, Marchisio 7 (79' Poulsen s.v.); Diego 6 (91' Grygera s.v.), Del Piero 5.5 (70' Camoranesi 6), Amauri 6. A disposizione: Manninger, Legrottaglie, Giovinco, Trezeguet. All: Ferrara 7.5


INTER (4-3-1-2): Julio Cesar 5; Chivu 6, Lucio 5.5, Samuel 7 (89' Materazzi s.v.), Zanetti J. 5.5; Cambiasso 6 (78' Mancini s.v.), Muntari 5.5 (59' Balotelli 6), Motta 5; Stankovic 6.5, Eto’o 6.5, Milito 5. A disposizione: Toldo, Cordoba, Krhin, Vieira. All: Mourinho s.v.


ARBITRO: Saccani 4.5

AMMONITI: Melo (J), Samuel (I), Grosso (J), Amauri (J), Balotelli (I), Caceres (J)

ESPULSO: Mourinho (I), Melo (J)



martedì, dicembre 01, 2009

La Svizzera ha detto di no ai minareti

Un segno d'intolleranza e di odio razziale

La Svizzera è un Paese grigio e noioso, pieno di gente che razzola nei soldi similmente al verme che si è scavato una comoda tana nel formaggio. In Svizzera ci sono le vacche grasse con le mammelle gonfie di cioccolata e ci sono le banche dove i tipi come Berlusconi sono sempre i benvenuti mentre l'immigrato-lavoratore viene perquisito all'entrata.
E' vero, è anche un Paese dove ci sono individui in gamba, individui che protestano, che "non ci stanno". Si tratta per lo più di scrittori, di intellettuali che difendono i bisognosi e si impegnano per progetti alternativi in città assurde qual è ad esempio Zurigo. La maggior parte degli elvetici, tuttavia, è ammalata di "normopatia" ed è sempre pronta a condannare il diverso, il "colored", per la paura di perdere il tedioso status quo della loro Quadrilingue Federazione Tra I Monti.
Una desolazione infinita. Chiudete gli sportelli bancari e la Svizzera risorgerà!

sabato, novembre 14, 2009

Momò Calascibetta e la "sua" Vucciria

Sogni e realtà nei vicoli di Palermo



L'architetto e artista Momò Calascibetta prende parte a "Il gusto del trekking: dolcetti e scherzetti camminando in città".


Questo titolo contraddistingue la sesta giornata nazionale del "Trekking Urbano" , un'iniziativa promossa dal Comune di Siena per valorizzare i monumenti meno conosciuti di tutta Italia. L' assessorato  comunale al turismo di Palermo aderisce il 31 ottobre 2009, per il secondo anno consecutivo, a questo evento, e con un proprio percorso dal titolo "I suq: i colori, i sapori della storia" (che è tra l'altro un Viaggio nel gusto alla scoperta dell'evoluzione gastronomica palermitana).






Il percorso prevede soprattutto la valorizzazione della Vucciria raccontata attraverso il linguaggio dell'arte. Il momento culturale, sarà costituito infatti dalla proiezione di  sei video relativi a Palermo e ai vicoli della Vucciria proiettati dalla terrazza dell' artista Momò Calascibetta a Piazza Caracciolo verso il Palazzo della Ragioneria.









Palermo punta sul suo mercato più prestigioso, la Vucciria, mettendone in evidenza i tratti migliori della propria quotidianità: dalla vendita dei prodotti tipici alla gestualità del "putearo" con le sue strategie di vendita. Trovano spazio in questo quadro reale gli abitanti, i cui tratti somatici richiamano culture diverse  tenute insieme dal valore più alto che la cultura siciliana esprime nei confronti dello straniero: lo spirito di accoglienza.  Le partenze inizieranno alle ore 18 da Piazza Kalsa per concludersi alle 24 nel cuore della Vucciria. Ogni 15 minuti guide turistiche condurranno gruppi di 35 turisti, che a piedi visiteranno alcuni monumenti e piazze con lo scopo di spiegare l'evoluzione della tradizione gastonomica palermitana.

Da San Mattia ai Crociferi si procederà per via Alloro con la Chiesa di S. Maria della Gancia quindi per via del IV Aprile tappa al Museo Enodel Vino per conoscere le più prestigiose etichette della nostra produzione vitivinicola.. Si giungerà quindi a Piazza Marina  dove ha sede il Palazzo Steri, luogo storico dell' Inquisizione dove sarà possibile vedere il quadro di Guttuso "La Vucciria"; successivamente per via Merlo per visitare le famose cucine dei  cuochi Monsù a Palazzo Mirto. Da Piazza S. Francesco dove c'è l'Antica Focacceria, sino al mercato dei Lattarini ed a Piazza Garraffello con il genio di Palermo per concludere  a Piazza Caracciolo nel cuore della Vucciria, ormai mercato "dimenticato", da sempre tripudio di odori, sapori e colori , dove sarà possibile gustare il popolare "cibo di strada " e rivivere la sua popolarità e le sue tradizioni.  Per l'occasione saranno allestite  le bancarelle   di Claudio " U Purparu " , quella del pane ca meusa di Rocky Basile per finire con quella degli antipasti tipici e le panelle di Zia Pina. Un carretto siciliano conterrà dolci tipici del periodo della festa dei defunti: martorana ed altre leccornie.



scarica il programma su      












- UN TAXI ALLA VUCCIRIA IN- FAME a cura di Momò Calascibetta

Momò Calascibetta  per la prima volta nel suo processo creativo, ferma l' attenzione ai bambini assenti, sperduti e soli, i bambini di strada,  esempio di infanzia negata; Le opere scelte sono quelle dei bambini rappresentati insieme alle inquietanti macchine americane degli anni 50, quelle che circolano  tutt'oggi a Cuba; nel  video  le sue immagini si mescolano con le realizzazioni fotografiche di Luca Cassarà   che le colloca in  un contesto reale , quello del quartiere della Vucciria di Palermo.

Nel secondo video Momò utilizza le immagini pittoriche dei suoi“ bambini sulle strade del mondo” che,  perduto il modello di riferimento familiare , riflettono senza mediazione le perversioni dell’attuale sistema della società moderna e il semplice, definitivo ed incosciente atto d’accusa contro  “l’homo economicus”, rivelatosi produttore di follia, esclusione, miseria, fame e ingiustizia.

Il cibo è l'elemento conduttore del video sia nel bene che nel male; l'eccesso del cibo è abbinato al concetto di fame, accanto alla voracità delle immagini grottesche quella di  un bambino  alle prese con l' alimento primordiale che è il "pane".  

I brani dei video sono eseguiti dai Mendes Brothes e dall' Ensemble barocco Estro Cromatico




-NON E' ARTE a cura di Luca Cassarà

Non è arte è una serie fotografica che nasce dalla frase scritta da un anonimo sulla porta murata di uno dei tanti palazzi nobiliari ormai in totale stato di abbandono. "Amatevi", Memoria",         "Altrove," sono alcuni dei nomi delle fotografie che scandite da una musica lenta, scorrono agli occhi dello spettatore accompagnandolo in un intenso viaggio. Un viaggio meditativo tra immagini parole, concetti, che racconta-no i luoghi di una Palermo degradata che affronta con maestosità e dignità il trascorrere del tempo.




-LA VUCCIRIA DI GUTTUSO a cura di Giuliano Bastiani

Un percorso dentro l'opera "la Vucciria" di Guttuso per  risaltare i  colori e le atmosfere del mercato storico più famoso della città sopraffatto ormai  da un recupero  edilizio che ne determinerà la sua scomparsa.




-BALARM e TRE MINUTI a cura di Angelo Trapani

Balarm è l'antico nome di Palermo. Questo video non ha la pretesa di raccontare Palermo ai suoi palermitani. E' solo una sequenza di scatti fotografici che interpretano la voce della città che si ribella ai suoi cittadini, gridando alla voce del riscatto. Tre minuti di un piccolo spaccato di realtà complessa, attraverso una passeggiata per i vicoli del centro sino al mare. Tracce di Palermo e dei suoi abitanti che spesso sfugge alla logica comune ma testimonianza di un passato di fasti.





















sabato, ottobre 10, 2009

Nobel Letteratura: altra scelta stravagante

L'Accademia di Svezia ha preso nuovamente tutti in contropiede assegnando il Nobel 2009 a una scrittrice pochissimo nota... mentre nella lista dei candidati fiammeggiavano a lettere cubitali i nomi di Amos Oz e Philip Roth!



La 56enne Herta Müller

Di origine tedesco-banata (il Banato Svevo è una regione della Romania), la Müller vive a Berlino dal 1987. Su di lei pesa l'eredità di un padre collaborazionista dei nazisti e perdipiù iscritto nei ranghi delle SS ("la morte di mio padre è stata la fine di una malattia"); lei preferisce tuttavia raccontare degli obbrobri di quell'altra dittatura: il comunismo. La prosa della Müller riflette in maniera quasi asfissiante il dolore e i disagi non solo della minoranza cui lei appartiene, ma un po' quelli di tutti coloro costretti a vivere sotto il giogo del totalitarismo.

Ogni cosa molto interessante, soprattutto per chi detesta la cultura "di sinistra" (questa scrittrice si può tranquillamente porre nell'ambito moderato-reazionario; gli ultimi due Nobel di lingua tedesca, Günter Grass ed Elfriede Jalinek, si trovano quasi ai suoi antipodi...); ma sicuramente c'erano ben altri candidati meritevoli del Nobel - anche in Germania. Penso ad esempio a Christa Wolf, Volker Braun, Christoph Hein, che vissero nella DDR e hanno già scritto tanto su protesta civile, separazione, esilio. Ma, si sa, l'Accademia di Svezia segue le proprie - spesso oscure - vie.


Non solo in Romania, ma anche in Germania le reazioni alla notizia del Premio Nobel a Herta Müller sono state disparate. Così ad esempio Marcel Reich-Ranicki, padre della critica tedesca (e lui stesso esule, avendo conosciuto gli orrori del ghetto di Varsavia), ha liquidato i giornalisti con un lapidario: "Su questa persona non voglio parlare". Reich-Ranicki è, notoriamente, un grande estimatore di Philip Roth e non riesce a capire perché lo scrittore americano non abbia ancora ricevuto il prestigioso premio letterario.


Proprio in questi giorni della Müller è uscito il romanzo Atemschaukel ("Altalena del respiro"), che tratta della deportazione in Unione Sovietica di romeni di origine tedesca durante la Seconda Guerra Mondiale (editore: Carl Hanser, Monaco di Baviera). Un altro grande critico tedesco, Helmuth Karasek, paragona l'importanza di Atemschaukel addirittura a quella di Arcipelago Gulag di Aleksandr Solzenicyn; ma anche Karasek, come Reich-Ranicki, si dice convinto che il Nobel per la Letteratura dovrebbe finalmente andare a Philip Roth.


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Chi ancora deve ricevere il Nobel (!)
Un mucchio di grandi autori: Chinua Achebe, "classico" della letteratura africana; Salman Rushdie (a proposito di emigrazione e dicotomia culturale); il peruviano Mario Vargas Llosa; e poi gli americani Thomas Pynchon, Don DeLillo, Cormac McCarthy... John Updike purtroppo è morto all'inizio di quest'anno, ma si potrebbe istituire un Nobel posthum; in tal caso, oltre a Updike io proporrei uno scrittore e una scrittrice inglesi: Anthony Burgess e Iris Murdoch. E - per tornare ai vivi - del nostro Umberto Eco non vogliamo parlare?

domenica, ottobre 04, 2009

Lodo Mondadori: giustizia è fatta

Ci sono voluti vent'anni... E la Fininvest ha già annunciato di voler ricorrere in appello

Brutti tempi per Berlusconi! Il Tribunale civile di Milano ha depositato la sentenza che liquida a favore della CIR di Carlo De Benedetti la somma di 750 milioni di euro. Questo è, o dovrebbe essere, l'epilogo del Lodo Mondadori, vicenda che si incentrava su azioni fraudolente che avevano permesso alla Fininvest di aggiudicarsi il maggiore gruppo editoriale italiano. (Fininvest corruppe, tramite Cesare Previti, dei giudici, e Silvio Berlusconi era stato prosciolto dall'accusa di corruzione "per intervenuta prescrizione".)


La guerra tra Berlusconi e De Benedetti per impadronirsi del Gruppo Mondadori si scatenò tra la fine degli Anni Ottanta e l'inizio dei Novanta. Dopo varie vicissitudini legali, alla CIR andarono Repubblica, L'Espresso e alcuni quotidiani locali, mentre Fininvest entrò in possesso di Panorama, Epoca e tutto il resto della Mondadori.


Finalmente la Magistratura, tra l'altro confermando definitivamente in sede penale l'avvenuta corruzione di un giudice, rende giustizia a De Benedetti. I 750 milioni sono un risarcmento per avvenuta "perdita di chance"; ma la CIR ha anche diritto al risarcimento da parte di Fininvest dei danni non patrimoniali sopportati in relazione alla medesima vicenda e la cui liquidazione "è riservata ad altro giudizio".


A fronte di tali notizie, è possibile ipotizzare un declino repentino dell'attuale Presidente del Consiglio. Su internet impazzano i commenti. Alcuni naviganti ipotizzano che lo "Scudo fiscale" sia stato fatto passare in maniera preventiva: per racimolare i soldi da destinare a De Benedetti. E molti tifosi del Milan iniziano a capire il perché il loro presidente abbia impostato l'ultima campagna acquisti al risparmio, vendendo finanche un pezzo pregiato come Kakà.


A questo punto, tutti gli italiani - anche quelli conservatori e/o reazionari - dovrebbero aver compreso da che razza di cialtroni si sono fatti governare. E il "mito Berlusca", selfmade man all'italiana, dovrebbe essere crollato una volta per sempre, essendoci ora l'evidenza che quest'uomo ha fondato le sue fortune sul malaffare e la mafia.


Marina Berlusconi si dice "sconcertata" per la sentenza. Lei, degna figlia di cotanto padre, ha affermato: "Non posso non rilevare che questa sentenza cade in momento politico molto particolare. Non posso non rilevare che dà ragione ad un gruppo editoriale la cui linea di durissimo attacco al Presidente del Consiglio, per non dire altro, è sotto gli occhi di tutti. Sbaglia però chi canta vittoria troppo presto. Sappiamo di essere nel giusto e siamo certi che alla fine questo non potrà non esserci riconosciuto".


La parte vincente, Carlo De Benedetti, da parte sua commenta: "La sentenza non mi compensa per non aver potuto realizzare un grande progetto industriale, ma stabilisce in modo inequivocabile i comportamenti illeciti che l'hanno impedito".

venerdì, settembre 18, 2009

Germania: diplomando lancia bottiglie molotov a scuola...

... e ferisce una undicenne con un'asciata in testa


Ancora un atto di follia in una scuola. Stavolta è accaduto ad Ansbach, pittoresca cittadina della Franconia (Baviera) non distante da Norimberga. Uno studente 19enne è entrato nel liceo dove quest'anno avrebbe dovuto diplomarsi e ha iniziato a lanciare bombe molotov. E questo è stato solo l'inizio. Al termine della sua "spedizione punitiva", si sono contati 16 feriti, tra i quali due ragazzine, entrambe ancora in fin di vita.



Oltre alle molotov, il folle aveva con sé alcuni coltelli e un'ascia. Di quest'ultima si è dapprima servito per abbattere il portone d'ingresso e a un certo punto anche per colpire sul capo una undicenne, che ora versa in gravissime condizioni.


La polizia ha raggiunto l'edificio scolastico appena 11 minuti dopo che è stato diramato l'allarme. L'assalitore non ha ubbidito all'intimazione di arrendersi e a quel punto gli agenti gli hanno sparato cinque colpi, ferendolo in maniera seria.


Per i parenti del 19enne quella operata dalle forze dell'ordine è stata quasi un'"esecuzione", mentre il portavoce della polizia respinge ogni accusa, negando che gli agenti abbiano "esagerato" con i proiettili.


Qualche ora dopo la conclusione del tragico evento, si è venuto a sapere che il ragazzo (Georg R.) si sottoponeva da tempo a cura psichiatrica. Gli inquirenti hanno raccontato ai media che un paio di sue lettere a conoscenti e amici contenevano l'accenno a un'"apocalisse prossima ventura" e che anche le tracce da lui lasciate su Internet conducono tutte in una simile direzione. Dunque, il suo gesto era programmato e poteva quasi sicuramente essere evitato. 



Lo spiegamento di forze al liceo Carolinum di Ansbach


 




 


Raptus-e-non: ecco i precedenti


     [copyright: Peter Patti]




11 giugno 1964 - Germania: A Volkhoven (presso Colonia) un veterano della Wehrmacht, invalido, aziona un lanciafiamme da una finestra di una scuola elementare e poi con una lancia uccide due maestre. Otto dei ventotto bambini gravemente feriti moriranno. Il folle si toglierà la vita con un veleno erbicida.


1 agosto 1966 - U.S.A.: Nell'università del Texas un cecchino spara ai passanti, arroccato per svariate ore su una torre del campus. Quattordici i morti.


3 giugno 1983 - Germania: In una scuola di Eppstein-Vockenhausen (Assia) un immigrato cecoslovacco di 34 anni uccide a colpi di arma da fuoco due ragazze di dodici anni, un ragazzo di undici, un insegnante e un poliziotto. Poi si suicida. Un altro insegnante sopravvive nonostante le gravi ferite. 


18 luglio 1984 - U.S.A.: In un fast-food di San Diego (California) un 41enne compie una strage uccidendo ventuno persone. Verrà poi freddato dalla polizia. 


6 dicembre 1989 - Canada: Al Politecnico di Montréal un certo Marc Lepine, di 25 anni, uccide quattordici donne e ne ferisce altre tredici prima di togliersi la vita. In una lettera, Lepine spiega di odiare le donne, soprattutto le femministe: "Mi hanno rovinato la vita".


16 ottobre 1991 - U.S.A.: A Killeen (Texas) un uomo entra con tutta la sua macchina attraverso la vetrata di una caffetteria e uccide ventitré clienti. Quando la polizia circonda il locale e lo ferisce, lui si suicida. Si chiamava George Jo Hennard e pochi giorni prima aveva compiuto il suo 35simo compleanno. Probabile movente: odio verso le donne. 


23 e 24 settembre 1995 - Francia: Presso Tolone uno scolaro di 16 anni uccide tredici persone e poi se stesso. Le sue prime vittime (nella sera del 23 settembre) sono il padrigno, il fratellastro e la madre. Il mattino dopo completa la strage in un villaggio a pochi chilometri di distanza. All'istituto professionale dove il folle omicida era iscritto da un anno professori e allievi dicono: "Eric era un ragazzo molto taciturno ma in apparenza normale..." Nella sua camera c'erano videocassette con film violenti,  letteratura neonazista e un ritratto di Hitler.


13 marzo 1996 - Scozia: Nella palestra di una scuola di Dunblane Thomas Hamilton, di 43 anni, uccide sedici bambini della prima elementare e la loro maestra, prima di commettere suicidio. Era sospettato di essere un pedofilo.


29 aprile 1996 - Australia: Nell'ex colonia penale di Port Arthur, in Tasmania, trentacinque persone - tra le quali molti bambini - cadono vittima di un folle. Si chiama Martin Bryant, ha 29 anni e un Q.I. bassissimo. Armato di un fucile a ripetizione, l'uomo dapprima fa una carneficina tra i clienti di un caffé e poi prosegue la sua opera all'esterno.


22 maggio 1997 - Brasile: Nel Nord-Est del Brasile un ex soldato uccide moglie e suocera e continua la strage sterminando quindici passanti. Il motivo: dicerie sulla sua presunta omosessualità.


24 marzo 1998 - U.S.A.: A Jonesboro (Arkansas) due scolari - 11 e 13 anni - azionano l'allarme antincendio e, appostati a una certa distanza, sparano sui fuggitivi. Nella gragnuola di proiettili periscono quattro ragazze e un'insegnante. Dieci i feriti. Il nonno dell'11enne teneva in casa una vera e propria armeria ed è là che i due ragazzini hanno sottratto quattro pistole, tre fucili da caccia e le munizioni. In quanto minorenni, hanno scontato solo pochi anni di carcere (uno fino al 2005, l'altro fino al 2007).


20 aprile  1999 - U.S.A.: Due giovani armati di pistole e bombe fatte in casa aprono il fuoco nella loro ex scuola, il liceo di Columbine in Colorado. Muoiono dodici studenti e un professore; ventiquattro i feriti. I due (Eric Harris e Dylan Klebold) si suicidano.


9 novembre 1999 - Germania: A Meissen (Sassonia) un liceale 15enne entra mascherato in una classe e accoltella la sua insegnante. Aveva già preannunciato la sua bravata e viene prontamente arrestato.


16 marzo 2000 - Germania:  In un collegio di Brannenburg (Baviera) un 16enne,  espulso dall'istituto il giorno precedente, spara al direttore e ferisce gravemente se stesso. Il direttore morirà sei giorni dopo per le ferite alla testa.


8 giugno 2001 - Giappone: Uno squilibrato uccide otto bambini a coltellate in una scuola elementare di Osaka. Altri venti scolari vengono feriti, alcuni di loro gravemente.


26 settembre 2001 - Svizzera: A Zug un folle entra nel parlamento cantonale e uccide quattordici persone prima di togliersi la vita. 


19 febbraio 2002 - Germania: A Eching, vicino Monaco di Baviera, un simpatizzante neonazista di 22 anni irrompe nei locali della ditta per la quale aveva lavorato e uccide due persone, poi va a Freising, nell'istituto professionale che aveva frequentato per qualche anno, uccide il direttore e ferisce altre due persone. Quindi si suicida. Era armato con due pistole, una bomba a mano e tre altri ordigni esplosivi. 


27 marzo 2002 - Francia: A Nanterre, presso Parigi, sono otto le vittime del raptus di follia di un uomo che dopo si getterà da una finestra al quarto piano della centrale di polizia. Richard Durn, 33 anni e laureato in Storia, voleva diventare insegnante ma non si sentiva aiutato da nessuno e perciò alla fine di un'assemblea comunale ha iniziato a sparare all'impazzata.

 

26 aprile 2002 - Germania: In un liceo di Erfurt un ex allievo di 19 anni espulso dalla scuola, armato di pistola e pumpgun, spara contro tutti gli insegnanti che incontra sul suo cammino uccidendone dodici e in più una segretaria, due studentesse e un agente di polizia. Quindi si suicida.


2 luglio 2003 - Germania: Uno studente di 16 anni di Coburg (Franconia) apre il fuoco durante una lezione. Manca la sua insegnante 41enne ma riesce a ferire la psicologa della scuola. Poi si uccide.


26 novembre 2004 - Cina: Otto adolescenti restano uccisi e quattro feriti nel dormitorio di un liceo a Ruzhou.


21 marzo 2005 - U.S.A.: Cinque studenti e quattro adulti muoiono sotto i colpi di un adolescente di 16 anni che attacca una scuola e poi si suicida a Red Lake, nel Minnesota.


2 ottobre 2006 - U.S.A.: La follia omicida si scatena in una scuola amish di Nickels Mine in Pennsylvania: un maniaco molestatore si barrica nell'edificio, uccide cinque bambine, ne ferisce gravemente sei e poi si toglie la vita.


14 settembre 2006 - Canada: Al Dawson College di Montréal un 25enne (lungo mantello nero e taglio di capelli alla irochese) spara alla cieca uccidendo una ragazza 18enne e ferendo altre venti persone, sei delle quali in maniera grave. Poi viene freddato dalla polizia.


20 novembre 2006 - Germania: A Emsdetten (Vestfalia) un 18enne entra nella sua ex scuola e inizia a sparare, ferendo trentasette persone. Poi punta uno dei suoi fucili su di sé e preme il grilletto.  Oltre ai fucili, il suo armamentario comprendeva bombe fumogene e trappole esplosive.


12 febbraio 2007 - Salt Lake City e Philadelphia, U.S.A.: 10 vittime, questo il risultato di due raptus di follia. Cinque persone muoiono in un centro commerciale della capitale dello Utah sotto gli spari di un pazzo, che viene infine ucciso dalla polizia. A Philadelphia un altro uomo armato, in preda a rabbia cieca, uccide tre partecipanti di una conferenza finanziaria, prima di suicidarsi.


16 aprile 2007 - U.S.A.: Lo studente coreano Cho Seung-Hui dapprima uccide due compagni in dormitorio, quindi registra su CD-ROM un "testamento" che invia alla NBC. Infine fa una strage nel campus della Virginia Tech (a Blacksburg). In totale le vittime sono trantatré, quattordici i feriti.


7 novembre 2007 - Finlandia: In un liceo di Jokela un ragazzo di 18 anni estrae una pistola durante la lezione e uccide otto persone. Poi si suicida sparandosi in testa.


14 febbraio 2008 - U.S.A.: Un giovane apre il fuoco nel campus di un'università dell'Illinois. Il bilancio: cinque morti e una quindicina di feriti. Il sesto morto è lui stesso (suicidio).


23 settembre 2008 - Finlandia: In un istituto professionale di Kauhajoki uno studente di 22 anni, con passamontagna e vestito di nero, irrompe in classe lanciando una bottiglia incendiaria e sparando ai compagni. Perdono la vita nove studenti e un professore. Il giorno prima aveva pubblicato su YouTube un video che lo ritraeva mentre sparava in un posto isolato.


23 gennaio 2009 - Belgio: Un ventenne di nazionalità belga uccide, in un asilo infantile di Dendermonde, due bambini e una maestra giardiniera. Due altre maestre e dieci bambini vengono feriti in parte gravemente.


11 marzo 2009 - U.S.A.: A Samson (al confine tra l'Alabama e la Florida) Michael McLandon, 27 anni, uccide la madre bruciandole la casa e poi inizia la carneficina vera e propria sparando alle persone che incontra sulla sua strada. Tra le vittime ci sono - oltre alla madre - i nonni, uno zio e una zia. La sua folle corsa si arresta nella Reliable Metal Products (fabbrica da cui è stato licenziato), alle porte di Geneva, dove ferisce il capo della polizia locale prima di entrare nello stabilimento e riservare per sé l'ultimo colpo.


11 marzo 2009 - Germania: E' di sedici morti il bilancio finale dell'assalto a un istituto scolastico di Winnenden (Baden-Württemberg / Svevia) compiuto da un ex studente di 17 anni, ivi diplomatosi nel 2008. Tim K. viene descritto dai conoscenti come "un ragazzo senza particolari difetti né qualità".


 

sabato, settembre 12, 2009

Una recensione della rivista 'Foglio Clandestino'

di Roberto Maggiani








Nel ciclo di presentazione delle riviste italiane di letteratura, non poteva certo mancare “Il Foglio Clandestino”, rivista che ha risolto il proverbiale ritardo di pubblicazione delle riviste letterarie semplicemente guardando in faccia il problema e definendosi “Aperiodico ad Apparizione Aleatoria”, niente di meglio per attirare attenzione, delineando un carattere editoriale non ben racchiudibile entro schemi, sia temporali che, soprattutto, culturali, la rivista è caratterizzata da una piacevole libertà d’azione, lodevolmente diretta, con giusto carisma, da Gilberto Gavioli, che anche dirige la casa editrice “Edizioni del Foglio Clandestino”; una delle poche case editrici della piccola editoria che effettua l’editing dei testi che pubblica, garantendo la qualità degli stessi. Naturalmente il riferimento al proverbiale ritardo di pubblicazione delle riviste, in questo caso, vuole essere soltanto una piccola amichevole burla, sappiamo bene, lo leggiamo in “Afildipenna” nel precedente numero 65 della rivista che la scelta di aperiodicità è una scelta ben precisa dell’editore, rimandiamo a tale numero per un approfondimento sul tema.

Ma per delineare qui i tratti della rivista, riportiamo un breve estratto dal sito dell’editore: “Le edizioni del Foglio Clandestino nascono nel 2005 come sviluppo, quasi inevitabile, dell’esperienza quindicinale dell’omonima pubblicazione, che si occupa di poesia, traduzione e narrativa breve. Inizialmente in veste di ‘fanzine’ [rivista appassionata/amatoriale] underground, gratfettata semplicemente, oggi il formato è quello di un agile libretto in brossura. La scelta di essere un aperiodico controculturale non è mutata, medesima è la spinta che anima ciascun numero.
La pubblicazione scaturiva, nel 1993, dalla passione per la letteratura, la scrittura e con un profondo desiderio di condividerla; la volontà è quella di avvicinare, leggere e diffondere poeti e narratori sconosciuti, riscoprire autori dimenticati, riportare la poesia verso i lettori, puntando sulla forza del testo.”
E in effetti due sono le caratteristiche rilevanti di questa rivista, è controculturale, vi si trovano contenuti di spessore, imbastiti in una cornice di autonomia culturale; La rivista è godibile in tutte le sue parti. Interessante e apprezzabile la “Piccola antologia” proposta in cui trovano spazio nuove voci; ci piace riportare la poesia di Alessio Pardi di Viareggio: “Che una banda di grigio cerchi stanza / dove l’azzurro ha ragioni di spazio / la lice immobile e bianca di luglio. / - vedi allora siamo stati bambini / nel modo giusto, giusta la maniera / di trattenere l’amore-speranza / come si trattiene un pugno di sabbia // perché il vento non conti più niente”. Inoltre “Tra gli scaffali” troviamo il poeta Ferruccio Benzoni a cura di Davide Argnani e testi di Carlo Michelstaedter, filosofo, poeta e artista Goriziano, a cura di Ivan Pozzoni. In “A fil di penna” interessanti gli interventi di Franco Romanò “Etica della scrittura nella società narcisistica” e, di Raffaello Bisso, “La libertà di espressione? Tenetevela!”, breve articolo che termina con una provocazione non da poco: “[…] Qualcuno reagisce all’idea che la libertà di espressione possa essere impedita o bloccata da una legge. Io reagisco, e male, all’idea che questa libertà possa essere ‘garantita’ per legge”, per la cui piena comprensione nell’idea dell’autore, invito a leggere l’articolo per esteso sulla rivista (pag. 7).
Importanti le traduzioni, tra cui quella di René Char ad opera di Pasko Simone, tratta da “Sulla poesia”, eccone un brevissimo estratto: “[…] Non si può cominciare un poema senza una briciola di errore su di sé e sul mondo, senza una pagliuzza d’innocenza nelle prime parole. […]”. E poi traduzioni del poeta argentino Julio Cortàzar a opera di Gianni Toti. Inoltre una bella lettera di Van Gogh al fratello Theo.

Per concludere ci pare che una rivista di tale fatta e autonomia debba continuare ad esistere, è noto l’impegno che richiede mantenere una rivista, e mantenerla ad un buon livello qualitativo, una rivista si regge soprattutto sui lettori che apprezzandola la sostengono, ed è anche noto il ruolo importante che le riviste coprono nel sostenere e nel sviluppare la cultura di un paese, allora l’augurio è che anche “Il Foglio Clandestino”, possa continuare la sua esperienza con il sostegno di molti.


Riportiamo per esteso il sommario della rivista e le modalità di ricezione della stessa:

Il Foglio Clandestino – n. 66/67 – III/2008 nuova serie
SOMMARIO DEL NUMERO DOPPIO

AFILDIPENNA:
Etica della scrittura nella società narcisista di Franco Romanò
La libertà di espressione? Tenetevela! di Raffaello Bisso

TRADUZIONE:
René Char (1907-1988) − Da ‘Sulla poesia’ (I) traduzione di Pasko Simone
Julio Cortázar (1914-1984) traduzione di Gianni Toti

TRA GLI SCAFFALI:
Carlo Michelstaedter (1887-1910) a cura di Ivan Pozzoni
Ferruccio Benzoni (1949-1997) − testimonianze di D. Palmas, M. Raffaeli
e W. Valeri − a cura di Davide Argnani

INTERVENTI
Un mistico all’assalto dei Positivismi. Carlo Michelstaedter di Ivan Pozzoni
Soste in giardino di Sergio Lagrotteria
“L’albero viola”. Poesie di bambini di Sebastiano Aglieco
22 Piccole riflessioni

SFULINGO
E. M. Cioran, ‘divorare il silenzio’ (II)
scelta e traduzione a cura di Massimo Barbaro

LETTERE:
Una lettera di Van Gogh al fratello Theo

POESIA
Angelo M. Ripellino: Qui dentro
Fernando Pessoa: Nulla implorano le tue mani... traduzione di Leonardo Eriu
Piccola antologia: A. Casari, Gilberto Gavioli, A. Pardi, A. Pibiri, G. Quartero,
E. Rodrìguez, A. Rohrwacher, M. Soriano, S. M. Tiraboschi

NARRATIVA
Gemone: Sono nato a Ceuta
Léon Bloy: I prigionieri di Longjumeau
Carola Maspes: Bar Frontiera
Centocinquantarighe: Il viaggio delle montagne di Maria F. Giovelli
L’artista: Matteo Pericoli


Il costo di questo numero doppio (118 pagine) è di 7 euro
Chi non la riceve abitualmente, può richiedere copia del nostro aperiodico Il Foglio Clandestino alla redazione, attraverso la posta elettronica o la casella postale n. 67 – 20099 Sesto San Giovanni (Mi).
Grazie a tutti per l’attenzione.

*

La pubblicazione è autodiffusa, per ragioni fiscali abbiamo dovuto imporre un costo, 6 euro, e una sorta di abbonamento, ma lo intendiamo, e sempre sarà così, come una stretta di mano lungo il viaggio, un sostegno per dare energia alla nostra, comune passione e all’amore per la cultura e la scrittura; la cadenza è aperiodica, segue le energie e gli stimoli del cammino.
Un numero: 6 € – Annuale (4 numeri): 20 € – Sostenitore: da 50 €
I contributi vanno versati sul conto corrente postale n. 37 47 62 07 (compilando un semplice bollettino) intestato a Gilberto Gavioli o con bonifico con il seguente IBAN: IT43 J076 0101 6000 0003 7476 207



www.edizionidelfoglioclandestino.it
Il Foglio Clandestino

mercoledì, settembre 02, 2009

Le Edizioni Scudo annunciano...

... tre novità editoriali della nostra collana Long Stories sono già disponibili (sempre in formato Ebook e sempre gratuitamente) presso il nostro sito:



Le serate del Blue Buzzard di Pierre Jean Brouillaud
Uno dei più grandi esponenti della fantascienza francese, ci accompagna nei vicoli di San Juan, fino ad un locale molto caratteristico e sempre frequentato. Se avrete pazienza, prima o poi, uno dei suoi avventori avrà una storia da raccontare, una storia sentita da qualcuno o vissuta in prima persona, come un inconfessabile segreto che però, con l’aiuto di una buona birra, potrà venire alla luce ed essere condiviso con chi ha voglia di ascoltare. E le storie del Blue Buzzard, potete starne certi, non sono mai storie comuni.
Copertina di Luca Oleastri, 52 pagine A4, 5 illustrazioni a colori di Luca Oleastri

Le Magnifiche di Giorgio Sangiorgi
Juliet Linton è una tenera fanciulla inglese della fine dell’ottocento, e non sa che dentro di lei albergano una forza e un potere insospettati, se n’è accorto invece qualcuno, una donna misteriosa e gigantesca che si presenta un giorno alla sua porta facendole un’assurda e inaccettabile offerta; un’offerta che però ella non può rifiutare e che condurrà lei e il lettore in un lungo viaggio e verso un’avventura estrema.
Un grande romanzo di Sangiorgi, una singolarissima space opera, un lavoro che miscela molti sottogeneri della fantascienza con la spregiudicatezza di cui spesso sono solo capaci i giapponesi. Ma anche un racconto dedicato allo spirito femminile.
Copertina di Luca Oleastri, 199 pagine A4, 7 illustrazioni a colori di Giorgio Sangiorgi


Transits di Peter Patti
Chiunque si è trovato a lavorare per una grande azienda, e per di più se multinazionale, prima o poi ha finito per chiedersi quali sono gli scopi reali del lavoro che questa gli chiede di fare, e soprattutto se uno scopo c’è per davvero. Ma il protagonista di questa vicenda finirà per scoprire che la realtà è ancor più complessa di quanto potesse immaginare e che la sua azienda persegue oscuri fini che datano quasi ancor prima della sua stessa creazione. Nonostante tutto lasci presupporre che ogni curiosità sarà pagata a caro prezzo, la ricerca della verità vale ogni possibile salvezza.
Copertina di Luca Oleastri, 74 pagine A4, 5 illustrazioni a colori di Giorgio Sangiorgi ...................... Scarica Transits




In preparazione anche il nuovo (ma anche vecchio) numero di Short Stories - Rivista Illustrata di Letteratura Fantastica.

Buona Lettura quindi, e rimanete sintonizzati!

per le Edizioni Scudo
Giorgio Sangiorgi - shortstoriesbook@gmail.com
Luca Oleastri - shortstoriesmag@gmail.com

Edizioni Scudo
- Sito web: http://www.innovari.it/scudo.htm
- Gruppo Facebook: EDIZIONI SCUDO

venerdì, luglio 24, 2009

La Londra che amavo: the Swinging Years!

La moda di King's Road, Carnaby Street ecc. negli Anni Sessanta.

Il filmato fa parte della serie Look at Life, che veniva trasmessa nei cinema.

sabato, luglio 11, 2009

Jacopo Fo: "Help, Mister Obama!

Ohh! Mister Obama, io ti prego! Solo tu puoi aiutarci.

(Lettera aperta di Jacopo Fo al presidente degli U.S.A. Barack Obama; pubblicata su www.jacopofo.com)


Mister Obama, noi siamo qui in Italia, alla periferia dell’Impero e ti scrivo perché solo tu puoi aiutarci.
Qui sta succedendo qualche cosa che non va.
Bush, quella strana persona, ha deciso di costruire vicino a Vicenza una immensa base militare. Ce n’era già una ma gli sembrava piccolina.
La gente di Vicenza e molti italiani sono scesi in piazza a manifestare. Non abbiamo proprio bisogno di una nuova base militare, un nuovo monumento allo spreco di denaro, alla paura e all’odio.
Non ci servono missili più grossi carichi di bombe nucleari.
La tua elezione alla carica di Presidente degli Stati Uniti d’America ha segnato un punto di svolta nella storia di questo pianeta. Ora possiamo immaginare un’epoca di pace, di comprensione, di comunicazione. Un’epoca nella quale non ci si uccida più per il petrolio e si prenda l’energia dal sole, dal vento e dagli oceani.
E allora, Presidente, che c’entra con questo sogno una nuova luccicante base militare? Veramente vuoi buttare tutti questi soldi in nuovi bunker sotterranei, rampe di lancio, bombe?
Se qualcuno impazzisse potrebbe già adesso lanciare missili a testata nucleare sufficienti a distruggere mille volte questo pianeta. Quale potenza aggiuntiva potrebbe portare questa nuova base militare? Quando l’avrete costruita potrete distruggere il mondo milleuno volte?
Ne vale la pena?
Ne avete proprio bisogno?
Con i soldi che si risparmierebbero rinunciando a questo progetto potreste dare da mangiare e una scuola a un milione di bambini.
Se tu domani mattina facessi questo annuncio al pianeta, la gente direbbe: “Vedi, questo presidente vuole veramente cambiare il mondo.” E questo proteggerebbe l’America molto più di cento basi militari.
E poi a cosa servono oggi nuove basi militari?

L’Unione Sovietica non esiste più e sta lentamente aprendosi al progresso. La guerra con la Cina per il petrolio non ci sarà perché tu stai aumentando dieci volte la velocità della transizione all’economia delle fonti rinnovabili con i grandi investimenti che stai realizzando.
Una base militare nuova non servirà contro i nemici della tua patria che sono terroristi difficili da colpire con una bomba atomica.
Anzi, costruendo questa follia darai forza ai nemici degli Stati Uniti d’America che diranno: “Vedi, gli americani parlano di pace ma costruiscono la guerra.”
Non conviene a chi ama il sogno di un mondo nuovo investire denaro e intelligenza nel costruire, ancora, cattedrali del terrore irte di cannoni e filo spinato.
Abbiamo bisogno di segnali d’amore.
Yes we can!
Fermiamo i cani della notte.
Ieri a Vicenza, ancora una volta, questo sogno oscuro di potenza ha causato altri feriti e altro dolore.
Già ora questa base militare sta armando le mani di chi conosce solo l’odio.
Tra i manifestanti pacifici si infila gente che vuole la guerra. E invita a nozze chi nelle forze dell’ordine rimpiange l’uso di massa dei manganelli e dei lacrimogeni.
Ti prego Obama, ti prego.
Compi l’impossibile, l’inaspettato.
Un gesto d’amore, un gesto di fiducia, una preghiera per l’anima degli uomini.
Ferma questa follia.
Noi stiamo lottando e gridando, da anni contro questa malvagità insensata. Ma le nostre proteste vengono calpestate, ignorate.
Viviamo in un pezzo di mondo strano, dove il buon senso è momentaneamente svenuto.
Noi abbiamo lottato con tutte le nostre forze, sinceramente, ma stiamo perdendo.
Noi non possiamo fermare questo ingranaggio, siamo uno Stato vassallo, alla periferia dell’Impero.
Si sta eseguendo quel che Bush ha deciso per noi e nessuno qua potrà mai opporsi. Ci sono trattati, accordi, impegni presi dai nostri strani governanti.
Noi non possiamo vincere da soli questa battaglia della civiltà della pace contro quella della guerra.
Tu puoi farlo.
Solo tu puoi farlo.
Se tu agisci noi saremo con te, siamo sempre stati con te.
Insieme possiamo farlo.

P.S.: Credo che l'unica via per impedire la costruzione della nuova base militare sia rivolgerci in massa a Obama e ai singoli cittadini Usa.
Al più presto pubblicheremo questa lettera tradotta e ti inviteremo a inviarla a qualche statunitense che conosci.
Potrebbe realmente funzionare.

Jacopo Fo



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mercoledì, luglio 01, 2009

Il marchio della Bestia

Ovvero: chi è il vero pazzo e in che cosa consiste il reale lavaggio di cervello

 

Si chiama "Verichip", ma è presente in tante versioni e sotto numerosi nomi: trattasi di un chip "di controllo" che, impiantato in qualche parte nel nostro corpo, conterrebbe in sé, oltre alla nostra identità, diversi altri dati che ci consentirebbero l'accesso - ad esempio - in club esclusivi o, piuttosto (ed è questo il timore principale), permetterebbe alle autorità di meglio controllarci.

Che non si tratta di fantascienza dovrebbe ormai essere palese a chiunque: il progetto c'è già. Non solo gli Stati Uniti d'America, ma anche potenze europee come Francia, Germania e (naturalmente!) Inghilterra hanno al vaglio proposte di legge per farlo attuare.

Ma ecco sollevarsi un gridolino di protesta... Per Heidi Montag, starlette e presentatrice di MTV, non ci sono dubbi: "Niente chip impiantato nel mio corpo, please; io sono cristiana e, per una credente come me, una cosa del genere rappresenta Il marchio della Bestia".



Questa dichiarazione la Montag l'ha rilasciata ieri all'Alex Jones Show. E noi siamo con lei, ciò sia chiaro: niente chip nel nostro (pur se non altrettanto splendido) corpo.

Ma chi è Alex Jones?

Alex Jones è un "cercatore di verità" (per la gioia di tutti i paranoici del mondo). E' diventato celebre con 911: the Road to Tyranny, un film sull'11 settembre 2001 e sul presunto "plot" governativo che ci sarebbe stato dietro all'assalto alle Torri Gemelle. Il suo docufilm tocca però svariati altri temi con affermazioni realmente folli e senza una minima prova a loro sostegno, tipo questo: "Le Nazioni Unite vogliono far morire l'80% della popolazione mondiale in modo tale che il restante 20% possa usufruire dei farmaci atti ad allungare la vita...".
Ebbene, questo stesso Alex Jones ha ultimamente prodotto un DVD in cui vengono "rivelati" il vero ruolo e la vera natura di Barack Omaba. Ecco quanto si imputa al primo presidente di colore degli U.S.A.:

- Obama sta continuando il processo di trasformazione dell'America da Stato democratico in un Paese assai simile alla Germania nazista... (!)

- I collaboratori di Obama hanno annunciato la fondazione di una nuova Banca Mondiale che dominerà il mondo intero tramite tasse sul carbone e dominio militare.

- La bancarotta cui abbiamo appena assistito è stata una manovra studiata a tavolino dai banchieri internazionali. Lo scopo: l'istituzione di un unico Governo Mondiale...

- Obama pianifica la distruzione della classe media, l'abolizione delle  pensioni e l'abolizione del federalismo, per far sì che la popolazione sia dipendente dal Governo Centrale...

E via delirando. Queste accuse, badate, vengono rivolte proprio all'unico presidente democratico, e quindi vicino alle esigenze del popolo, che l'America ha visto negli ultimi decenni! Si addebitano a Obama colpe che, semmai, sarebbero da imputarsi ai precedenti governi reazionari. Dunque, cosa dobbiamo dedurne? Semplice: che sta proseguedo il lavaggio del cervello, quello vero e proprio, alle masse - americane e non - ormai visibilmente allo sbando.
Chiunque sa che gli Stati Uniti stanno conoscendo la fase più buia della loro storia, e che se ciò accade è sicuramente anche colpa dei loro tiranni occulti; ma chi siano questi tiranni (a parte gli avidi banchieri) e quale, in concreto, il loro disegno (a parte quello di arricchirsi ulteriormente), non è del tutto delineato: troppo numerose e troppo contraddittorie le ipotesi. Inoltre, le manie complottiste di personaggi come Jones (manie dettate da autentica pazzia oppure "suggerite" da arcani manipolatori delle coscienze) sembrano proprio fare il gioco di tale setta, gruppo o "famiglia" che opera/opererebbe dietro le quinte. Per avallare le supposizioni complottiste, anche le più incontrollate (anzi: più incontrollate sono, meglio è!), ogni cosa viene gettata nel calderone... persino la vocina stridente della bella Heidi Montag con il suo ammirevole decolté.


Noi consigliamo ai nostri amici e lettori: se volete cercare qualche verità nascosta dietro agli eventi che stanno sconvolgendo la società americana, lasciate perdere profeti della risma di Alex Jones e ascoltate con grande attenzione ciò che vi raccontano giornalisti investigativi del rango di Michael Moore.

 

domenica, giugno 28, 2009

Golpe in Honduras - brutta botta al processo democratico in atto nell'America Latina


Il presidente Manuel Zelaya Rosales (nella foto) è stato arrestato da un gruppo di militari e portato in Costa Rica; sua moglie - secondo le ultime notizie - è riuscita a scappare sulle montagne. A Tegucigalpa, capitale honduregna, "sequestrati" dai militari golpisti anche gli ambasciatori di Venezuela, Cuba e Nicaragua.


Il 25 agosto 2008 l'Honduras era entrato ufficialmente a fare parte dell'ALBA, una confederazione di Paesi del Centro e Sud America di orientamento "anti-yankee". Ne era diventato il sesto membro insieme a Venezuela, Cuba, Bolivia, Nicaragua e Dominica. Il colpo di stato sembra proprio mirare a lanciare un monito a queste nazioni troppo indipendentiste, e potrebbe dunque essere stato organizzato dalla CIA.


Eppure, il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, è parso genuino nell'esprimere  "profonda preoccupazione" per l'arresto di Zelaya da parte dei militari. E ha aggiunto: "Chiedo a tutti gli attori politici e sociali in Honduras di rispettare le norme democratiche, la legge e gli impegni della Carta democratica Inter-Americana".


Una condanna ai militari è arrivata anche dall'Unione Europea.


Hugo Chavez infuriato: "Golpe troglodita"

"In Honduras è in atto un colpo di Stato troglodita": queste le parole del presidente venezuelano Chavez, che ha preteso una chiara presa di posizione del presidente americano Barack Obama sulla situazione. Chavez (sua l'idea dell'ALBA) ha puntato il dito contro gli Stati Uniti, accusando "l'impero degli Yankee" di essere coinvolto nel golpe in Honduras.


Da parte sua, Evo Morales, presidente della Bolivia, ha fatto "un appello agli organismi internazionali e ai movimenti sociali dell'America Latina per la difesa dell'ordine costituzionale in Honduras".


 








Zelaya è un alleato di sinistra di Hugo Chavez. E' stato sequestrato poco prima dell'apertura dei seggi per un referendum che avrebbe dovuto decidere se cambiare o meno la Costituzione. I militari hanno già annunciato che metteranno al suo posto Roberto Micheletti.


Honduras ha ormai una lunga tradizione di colpi di stato: già nel 1963 e nel 1972 militari golpisti deposero due presidenti eletti democraticamente. Dal 1972 al 1981, fu una giunta militare a tenere in mano le redini della nazione, finché  i civili no riottennero la possibilità di formare un governo democratico. E rieccoci ora al punto di partenza... 

mercoledì, giugno 17, 2009

'Città dell'Alfabeto' su Amazon.com

... e così questo gioiellino della fantascienza ( ((-: ) è arrivato anche su Amazon!

Cliccare semplicemente sulla copertina.

Per visitare invece il blog del romanzo, questo è il link.

martedì, giugno 16, 2009

Economia in ripresa? Non fatevi illusioni

Paul Krugman, l'economista che ha vinto il Premio Nobel, a differenza dei demagoghi del sistema bancario non parla ancora di ripresa. Anzi! Secondo lui, i tempi bui devono ancora cominciare...
Il suo pessimismo "poggia sull’ipotesi che ciò che non funziona è il modello economico, che insomma questa crisi sia epocale in quanto di sistema. Fino a quando non avremo riparato il funzionamento dell’economia occidentale, non ci riprenderemo. A tutt’oggi nessuna riforma è stata proposta o varata dai politici che ci inondano soltanto di belle parole. L’alta finanza continua a godere di un grado di libertà eccessivo, al punto che alcune pratiche e prodotti che hanno contribuito alla crisi del credito stanno rifacendo capolino sul mercato"(...)



Visitate Chiarelettere e leggete l'articolo di Loretta Napoleoni "L'Alfabeto della Recessione".



Su Paul Krugman, "l'incanto del benessere" e "il falso mito dell'economia globale", vedere questi interessanti appunti.

sabato, giugno 13, 2009

Chi fuma è un dudù

Smettere di fumare non costa niente e, anzi, c'è tutto da guadagnarci.

Azione NO SMOKE / Web senza fumo


Con, completamente gratuito, il libriccino (e-book) No Smoke - Le sigarette sono nazi.


E' da stupidi sedere davanti al PC con la sigaretta che ci annebbia la vista e le idee. Il fumo prosciuga il palato, rende gli uomini impotenti e le donne meno belle; il fumo uccide.

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E ricordati: "Chi fuma è un dudù."


 

giovedì, giugno 04, 2009

As in Heaven ('Come in cielo')

(Så som i himmelen; Svezia, 2004)


(Altri titoli: As It Is in Heaven, Wie im Himmel, Tierra de ángeles...)



I migliori film mai realizzati arrivano tutti dalla periferia dell'Impero (cinematografico): Gran Bretagna, Paesi Scandinavi, Giappone, Oceania. Questo gioiellino del regista svedese Kay Pollak, che da noi - a quanto ne so - è bellamente sconosciuto, è stato nominato per l'Oscar 2005 per il miglior film straniero e ha collezionato in Europa svariati premi.


 Kay Pollak


E' la vicenda di Daniel Daréus, un direttore d'orchestra di rango internazionale che, in seguito a un infarto, si ritira dalle scene per tornare al suo villaggio natio in Norrland, fredda e desolata regione settentrionale della Svezia. Da quel posto, Daniel era praticamente fuggito da bambino, impossibilitato a far convivere la sua sensibilità con le rozzezze tipiche del mondo rurale; ma, ora che sente essere giunto il tramonto della propria vita, decide di riguadagnare le antiche sponde, come per dover chiudere il cerchio, come per completare il mandala dell'esistenza. La sua prima azione è quella di comprare l'edificio che una volta ospitava la scuola elementare, teatro dei suoi "primi dolori".



Gli inizi della nuova vita di Daniel Daréus sono tutt'altro che promettenti: è come se cozzassero due pianeti diversi. Da una parte c'è questo uomo superacculturato, conoscitore di metropoli come Parigi, Londra, Tokyo, New York; dall'altra una manciata di paesani buzzurri che, peraltro, vengono tenuti sotto torchio dalla Chiesa Protestante. Il Nostro fa fatica dapprima anche solo a comunicare con la gente; poi, per dare significato alla propria presenza in quel luogo, si reca dal pastore luterano offrendosi di dirigere il coro della chiesa.

Comincia così quella che ben presto diverrà una fiaba musical-umanistica. Le pretese di Daniel di produrre una "musica che apra i cuori" fanno sì che molti paesani arrivino a spezzare le proprie catene, sollevandosi al di là del presunto destino, con l'acquisizione di coscienza e conoscenza. Tutti quanti, dall'ultimo degli idioti alla moglie dello stesso pastore, sviluppano finalmente una propria personalità e ribadiscono il loro diritto a esserci. "Ognuno di noi ha una sua personalissima voce" ricorda loro Daniel, esortandoli a liberarsi da ogni paura. I timbri vocali dei singoli, unendosi a quelli degli altri villaggiani, si trasformano in un potente strumento in grado di unire cielo e terra.


 


Il regista racconta molto bene i contrasti che sorgono tra il pastore e il nuovo maestro del coro, non lasciando spazio alle illusioni e alle soluzioni fantastiche: il pastore infatti rimarrà testardamente ancorato sulle proprie posizioni, e neppure sua moglie riuscirà a convincerlo che l'eros e la bellezza non sono peccati e che Dio ("se un Dio c'è") non condannerebbe mai chi in fondo cerca solo un po' di gioia. E anche la storia d'amore tra Daniel e la giovane Lena è esposta in maniera realistica e disincantata. Il carattere "fiabesco" del film non è dovuto ad artefizi narrativi, ma alla capacità di Pollak di snocciolare quanto di più bello e sorprendente è contenuto nell'essenza umana, al di sotto - spesso molto al di sotto - delle soprastrutture che recano il marchio di religione, superstizione, ignoranza e potere.

Alla fine, i coristi si rendono indipendenti dalla chiesa e si recano di propria iniziativa in Austria per partecipare a una competizione canora; ma giusto in quello che avrebbe dovuto essere il giorno del suo trionfo, Daniel avrà il suo ultimo, purtroppo letale infarto. La scena di chiusura, con le voci libere che anarchicamente, stupendamente riempiono l'intero oratorio coinvolgendo tutti i presenti, è di quelle che difficilmente lo spettatore dimenticherà. Non a caso, il celebre Daniel Daréus si spegne con il suono della propria "creatura a più gole" che gli rimbomba nella mente e nell'anima...     


Så som i himmelen


Regia: Kay Pollak


Sceneggiatura: Kay Pollak, con la collaborazione di Anders Nyberg, Ola Olsson, Carin Pollak, Margaretha Pollak.


Cast: Michael Nyqvist (Daniel Daréus), Frida Hallgren (Lena), Helen Sjöholm (Gabriella), Lennart Jähkel (Arne), Ingela Olsson (Inger), Niklas Falk (Stig) e.a.


 


L'intero film in lingua spagnola: